
Nei giorni scorsi, ho posto il tema dei rapporti contrattuali e societari tra la Regione Molise ed Eutelia, società a cui la Molise Dati ha affidato direttamente appalti per alcune decine di milioni di euro, e che oggi è commissariata in seguito ad un crack finanziario che ha portato al licenziamento di centinaia di dipendenti e -come è dato apprendere dai giornali - addirittura agli arresti di quasi tutti i vertici aziendali per bancarotta fraudolenta.
Davanti ad un caso che a livello nazionale ha fatto e sta facendo scalpore, la domanda è: quanti sapevano che anche i soldi (sembrerebbe molti soldi: circa 40 milioni di Euro) dei cittadini molisani (che oggi sono costretti a far fronte alle carenze di cassa della Regione con aumento delle tasse) sono finiti direttamente nelle casse di Eutelia?
Ritengo ben pochi, al di fuori della cerchia strettissima degli amici di Iorio. Alla mia domanda, legittimamente posta al fine di fare la dovuta chiarezza su una vicenda inquietante (che si aggiunge alle altre decine di milioni regalati o promessi a destra e a manca dal nostro amato Presidente ai cari amici dello Zuccherificio, dell’Arena-Solagrital, dell’IMAM, LTM – nave per la Croazia ecc), anziché rispondere il Presidente della Regione, ha risposto il suo mandatario elettorale, Mauro Belviso che, guarda caso, oltre a gestire la “cassaforte” di Iorio in campagna elettorale è anche (pura coincidenza) amministratore delegato di Molise Dati.
La replica di Belviso è l’esempio illuminante di quanto pericolosa possa essere la commistione tra ruoli pubblici - quale quello di amministratore pubblico di una società che gestisce i soldi dei cittadini e che deve agire nell’interesse di questi ultimi - e ruoli privati, quale quello di mandatario elettorale di un politico, nel caso di specie Michele Iorio, che deve fare appunto gli interessi privati di quel politico, ivi incluso gestirgli i soldi nelle campagne elettorali, fare il giro per la raccolta fondi tra i privati finanziatori, pagare le tipografie, le cene, i collaboratori, sistemare gli impicci burocratici ed economici di comizi, buffet e camper vari.
Nella replica, Belviso non risponde ad alcuna delle questioni che ho posto, dunque non scioglie alcun dubbio, non fornisce un documento, non cita un solo provvedimento; al contrario, si esercita in una prova di prepotenza che evidentemente gli deriva non dalla carica di amministratore di Molise Dati ma da quella di potente “mandatario elettorale di Michele Iorio”, che da anni gli consente (anzi, gli impone) di agire indisturbato nell’ombra. E quindi si legge nella replica: “Romano fa accuse assurde”, se ne “infischia della verità”, fa “scandalismo allarmistico”, “strumentalizzazioni propagandistiche pre-elettorali”, dice “falsità spudorate”, e così via. Illuminato esempio di correttezza istituzionale.
Da circa quattro anni denuncio la illegittima configurazione di Molise Dati come società falsamente ed erroneamente qualificata in house, che per quanto priva di quei meccanismi di cd. “controllo analogo” riceve annualmente decine di milioni di euro senza gara dalla Regione, dalla Asrem e da altri enti pubblici e subappalta servizi e forniture con procedure che quasi sempre sfuggono completamente al controllo democratico e alla trasparenza e molto spesso violano completamente la legge sui contratti pubblici che impongono, come è noto, il ricorso a procedure di evidenza pubblica.
Il problema non è la legge regionale 3/99, che autorizza la Regione a partecipare al capitale sociale, e neppure la presunta modifica dello Statuto ai sensi “del decreto Bersani” (per quanto da qualche anno se ne imporrebbe un aggiornamento alla luce delle più recenti previsioni comunitarie che espongono oramai la Regione Molise ad inevitabili procedure di infrazione: ma da noi come sulla sanità è in gran voga, da parte dei nostri amministratori, la scoperta dell’acqua calda che consiste nell’intervenire sul paziente quando questi è quasi morto).
Il punto è che Molise Dati è partecipata da un soggetto privato individuato senza gara pubblica e questo basta ad escluderne la configurazione come in house (dunque ad escludere la possibilità di avere legittimazione ad affidamenti diretti e commesse senza gara per decine di milioni di Euro): il caso LTM (la nave Termoli jet) e le note sentenze passate in giudicato, avrebbero potuto, anzi dovuto (a chi ancora non lo sapesse), insegnare qualcosa, ma evidentemente è troppo più importante, per Michele Iorio, preservare quel sistema di gestione del denaro, degli appalti pubblici e delle assunzioni (ed il tentativo, a mio avviso maldestro, di trasformare Molise Dati in una cd. “centrale di committenza” al fine di evitarne la scure della privatizzazione pur prescritta da leggi nazionali si rivelerà, probabilmente, troppo grossolano per andare in porto – a riguardo poso solo dire che vigileremo).
Ho segnalato l’anomalia e la descritta illegittimità sia alla Commissione Europea che all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti, visto che alle mie interrogazioni, in Consiglio regionale, nessuno risponde. Dinanzi a tanta evidenza attendiamo qualche risposta visto che tali cose sembra che oramai si verifichino solo in Molise senza che nulla accada.
Ma veniamo al dunque: sull’appalto di 40 Milioni di euro affidati ad Eutelia senza gara, visto che non c’è alcuna risposta, attendo di ricevere le carte per verificare quanti soldi sono stati pagati per dei servizi che sembrano essere ad oggi mai realizzati.
Mentre gli uffici preparano fotocopie, da alcuni giorni sto ricevendo dei giovani che sono stati assunti proprio al call-center di Eutelia (guarda caso proprio nell’imminenza delle comunali di Campobasso) e che sembra si siano dimessi poco dopo per ragioni che sto ancora verificando. Su Molisecom, gestore della telefonia dei Consiglieri regionali (quanti lo sanno?) attendo risposta alla mia interrogazione di giugno, in particolare per verificare se la società sia in possesso, come richiede la legge, dei presupposti per la gestione di dati sensibili che richiedono protocolli di sicurezza per il rispetto della privacy. Così, tanto per evitare un nuovo caso “Telecom-spioni” in salsa molisana.
Sul progetto Siarm, Belviso mi chiede “da chi ha avuto l’informazione dalla quale ha avuto l’obbligo di fare richiesta di accesso agli atti”? Caro Belviso, al contrario di te che ricevi ed esegui ordini da Iorio, io non ho obblighi con nessuno e non agisco in nome e per conto di nessuno al di fuori di me stesso e dei miei elettori. Il progetto Siarm è semplicemente pubblicato sul tuo sito, ovviamente e come di consueto in forma parziale e quindi pretendo di capire come stai gestendo la gara e chi sarà l’aggiudicatario.
Infine, sulle insinuazioni che mi rivolgi sul fatto che un mio zio (ne ho tanti anche in America) abbia svolto il ruolo di assessore regionale all’urbanistica, come mi è capitato già in passato con altri “amici” di Iorio, ti informo che il mio bisnonno ha svolto (sembra) il ruolo di Podestà di Bojano e che forse qualche mio antenato (a dispetto del mio cognome) abbia addirittura combattuto da Sannita contro i Romani nelle ben note guerre (non so se rimettendoci anche le penne: ma se per Te è importante ai fini dell’esatto inquadramento del caso Eutelia, mi informerò facendotelo doverosamente sapere organizzando se del caso anche un seminario a spese, ovviamente, della Regione – visto che si tratta di informazioni rilevanti per il ruolo istituzionale e per l’accertamento di una sufficiente molisanità dei consiglieri).
Quanto alle ulteriori insinuazioni, molto affini a pratiche sottilmente intimidatorie di stampo meridionalista (per essere clementi), le restituisco al mittente, indicandoti che se propri ti interessa accertare qualcosa nel senso vero del termine (non prestandoti ad un uso strumentale e fuorviante delle parole e dei messaggi in codice – che non conosco) esistono fiori di uffici in via Elena a Campobasso, proprio dentro il Palazzo del Tribunale.
Quanto al diritto di parola, di critica e di informazione, che una democrazia che si rispetti ha il dovere di salvaguardare e tutelare, non condivido perché probabilmente illegittimo se non addirittura illecito, il doppio ruolo e la oramai inquietante commistione tra amministratore delegato di Molise Dati e la qualifica formale di gestire, per conto di “Iorio”, i soldi di “Iorio”, in campagna elettorale che coinvolge direttamente Iorio; non condivido le modalità di strutturazione della società Molise Dati, poiché in contrasto con la vigente normativa comunitaria; non condivido gli affidamenti diretti, effettuati per diverse decine di milioni di Euro senza gara e con l’alterazione dei più comuni meccanismi del libero mercato ed in violazione della vigente normativa nazionale e comunitaria; non condivido i protocolli a volte molto a affini a quelli clientelari praticati per l’affidamento di commesse, così come per le assunzione di personale senza concorso.
Aspetti sui quali nell’interesse dei cittadini che rappresento ritengo che vada oramai fatta assolutamente chiarezza.