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Costruire Democrazia:"Di scena il Festival del conflitto d'interessi"

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15 Giugno 2010

Festival del conflitto d'interesse, così il Gruppo Costruire Democrazia etichetta la seduta monotematica.

"Si è tenuto il Consiglio comunale di Campobasso, convocato in seduta monotematica per discutere di sanità molisana, ossia di quel buco spaventoso di decine e decine di Milioni di euro, prodotto dal comportamento omissivo ed inadempiente di Michele Iorio a causa del quale già paghiamo le tasse più alte d'Italia e per colpa del quale saremo costretti a pagarne ancora di maggiori.

Abbandonato il tradizionale festival culturale dei Misteri, la maggioranza di Gino Di Bartolomeo lo ha prontamente sostituito con il festival istituzionale dei conflitti d'interessi!

Una maggioranza, quella di centrodestra al Comune di Campobasso, che sul tema della sanità molisana appare piena zeppa di consiglieri in totale conflitto d'interessi, a causa dei ruoli professionali che molti di essi ricoprono direttamente nella Asrem, nell'Ospedale Cardarelli, nelle cliniche private, nell'Assessorato alla Sanità, ovvero indirettamente, per il tramite dei propri parenti, congiunti ed affini, ai più alti vertici dell'azienda sanitaria.

Tali "consiglieri conflittuali", invece di astenersi doverosamente e opportunamente dalla discussione, hanno dapprima difeso l'indifendibile (chiedi all'acquaiolo se l'acqua è fresca...) e poi addirittura impedito che a mozione venisse posta in votazione, con un blitz degno della peggiore e più bieca scorrettezza istituzionale realizzato purtroppo con l'avallo di qualche occulto suggeritore illuminato che invece di svolgere il ruolo di arbitro terzo ed imparziale è ormai giocatore a tutti gli effetti.

Dopo quattro ore di discussione, e proprio mentre si stava procedendo a porre in votazione la mozione sulla sanità, unico punto iscritto all'ordine del giorno della seduta monotematica, dai banchi della maggioranza è pervenuta la richiesta di verifica del numero legale. Cosicché i signori del centrodestra hanno abbandonato l'aula e la mozione è stata rinviata.

Al di là della scortesia istituzionale (sia dei colleghi del centrodestra che del suggeritore occulto illuminato), il fatto che deve far riflettere è la spaventosa constatazione di quanti consiglieri e assessori della maggioranza di Gino Di Bartolomeo si trovassero e si trovino, sul tema della sanità, in un gigantesco conflitto d'interessi che avrebbe dovuto indurli ad astenersi dalla discussione (e ovviamente dalla votazione) ed a suggerirgli di lasciare a verbale la scelta consapevole di non partecipare alla seduta per non incorrere nella violazione della legge che impone un generale dovere di astensione allorquando si delibere su interessi propri o di loro parenti o affini, ovvero anche solo nella spiacevole ed imbarazzante condizione di inopportunità di parteciparvi.

L'art. 78 del Testo unico sugli enti locali ("Doveri e condizione giuridica") impone che "il comportamento degli amministratori, nell'esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all'imparzialità e al principio di buona amministrazione", ovvero che "gli amministratori *devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado*".

Ebbene, eccezion fatta per gli assenti, nessuno dei "consiglieri conflittuali" ha avuto la sensibilità istituzionale di rispettare la legge, né il buon gusto di astenersi dalla discussione, né tanto meno l'occulto illuminato ha avuto la cortesia di suggerirlo, e addirittura hanno avuto la faccia tosta di far mancare il numero legale per impedire che il Consiglio comunale deliberasse sull'argomento.

Probabilmente, trattandosi di una mozione "politica" e non tecnicamente di un deliberato giuridicamente vincolante, si può discutere se sussistesse o meno un vero e proprio obbligo di legge di astensione. Ma il galateo istituzionale, a prescindere dal dovere giuridico formale, lo imponeva senza ombra di dubbio.

E poi si ha il coraggio di fare gli offesi quando si dice che in Molise il confine tra politica e sanità
è molto, troppo sottile, anzi è troppo spesso spudoratamente oltrepassato in favore di un principio di appartenenza partitica,segnatamente al partito
del Governatore.

E' vero Cimino, Di Giorgio (assente), Sabelli (assente), Musenga, Niro, Colitti, Sabusco...?"

 

Fonte: PrimaPaginaMolise

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